SICILIA | Terra dal patrimonio Storico-Artistico invidiabile

La Sicilia è una terra dal patrimonio storico artistico invidiabile, frutto di una storia ricca e varia, fatta di alternanza di popoli che hanno lasciato la traccia del loro passaggio. Una traccia che, come avvenne nel medioevo siciliano, ha prodotto lo splendore dell’arte arabo – normanna, Patrimonio dell’Umanità
dall’UNESCO, ma che ha anche permesso alla Sicilia di diventare uno dei poli archeologici più importanti del
Mediterraneo e, forse, d’Europa. Per non parlare, poi, della grande ricostruzione delle zone del Sud Est
dell’isola, di Noto, Modica, Catania, Scicli, Caltagirone, ricostruite dopo il dirompente terremoto del 1693 ed
esempio di uno stile mirabile ed unico come quel barocco ( dal 2002 patrimonio dell’umanità anch’esso) che
da questa zona, il val di Noto, prende il nome. Un immenso patrimonio artistico che, finalmente, è
protagonista degli interessi turistici di milioni di persone.

Se negli scorsi mesi, infatti, guardandovi in giro per città, borghi o semplicemente in spiaggia, vi sentivate
circondati da persone parlanti lingue e dialetti diversi dal siculo, beh… avevate ragione! Sembra infatti che il 2017 sia stato un anno d’oro per il turismo in Sicilia, con un aumento non indifferente delle presenze di stranieri ed italiani intenti alla scoperta della nostra bella isola.

Da poche settimane, l’Assessorato ai Beni Culturali ha pubblicato sul sito ufficiale i dati definitivi riguardo gli
accessi ai beni regionali di valore storico artistico, confermando il trend positivo rispetto ai due anni
precedenti.
Per quanto riguarda gli accessi, la Valle dei Templi si conferma al primo posto con un aumento del 33%
rispetto al 2016 (654538 ingressi contro 867833 dell’anno appena passato), seguito a ruota dal Teatro Greco
di Taormina. Ma la vera sorpresa è il Parco Lillibeo di Marsala, che ha quasi raddoppiato gli ingressi,
passando da 21.364 visitatori a 40.256, con una crescita di +88%! Segnale che l’aeroporto di Birgi ha dato
un’impennata alle presenze in tutta la Sicilia Occidentale e non solo a Palermo.
Capitolo a parte, ovvimente, merita il capoluogo di Regione, trainato quest’anno dalla nomina a Capitale
della Cultura e dalle numerose iniziative collegate a questo riconoscimento, fra cui Manifesta 12, Biennale
nomade europea, che porta avanti i valori dello sviluppo sociale ed artistico.

Il grande risultato raggiunto in termini numerici è sinonimo anche di un obiettivo che sembra essere sempre
più vicino: la destagionalizzazione del turismo in Sicilia. Ciò si deve anche alla crescita degli aeroporti di
Comiso e Trapani, su cui operano operatori di voli low cost, che ha favorito la distribuzione del turismo
anche su territori tradizionalmente difficili da raggiungere dagli aeroporti principali di Palermo e Catania,
consentendo lo sviluppo di aree culturali turistiche differenti da quelle tradizionalmente battute, come ad
esempio il famoso "tour di Montalbano", oppure la crescita impetuosa del turismo nei borghi del ragusano.

Spesso si parla di come possa la Sicilia vivere di turismo e forse, continuando sulla strada della
valorizzazione culturale dei centri urbani e la creazione di poli museali attrattivi, un giorno questa potrà
essere una realtà.