SICILIA | LA SETTIMANA SANTA

Anche quest’anno la Sicilia si conferma fra le mete più ricercate per le festività pasquali, complice anche il bel tempo ed i ponti del 25 aprile e 1 maggio che trasformeranno la seconda metà di aprile in un mese ricco di lunghi week end da dedicare ai viaggi.

Se la scelta della nostra terra è sicuramente facilitata dai numerosi collegamenti con gli aeroporti di Catania Fontanarossa o Palermo Punta Raisi, un ruolo di rilievo spetta anche alle tante proposte che, unite al clima mite primaverile, al buon cibo ed ai tanti siti da visitare, rendono la settimana subito prima precedente alla pasqua un periodo di grande fascino per residenti e turisti!

La settimana santa, in Sicilia, è una vera tradizione che attraversa i secoli e che ricorda le culture che ancora oggi influenzano la tradizioni dell’isola più grande del mediterraneo.

Del resto, anche Gesualdo Bufalino scrivevaA Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’un mistero che è la sua stessa esistenza“.

Ma quali sono le tradizioni della settimana santa in Sicilia più note e che meglio rappresentano la teatralità sicula?

Iniziamo dalla fine, cioè dalla domenica di Pasqua. Nella giornata in cui si celebra la resurrezione di Gesù, ad Adrano, viene messa in scena la diavolata. Questa è una rievocazione di origine medievale che mette in scena la lotta fra bene e male per le anime degli uomini.

A San Cataldo, nell’entroterra siculo, la riproposizione è invece quella del processo a Cristo. Una vera rievocazione storica in cui gli abitanti, per tre giorni, nella chiesa del Rosario, si immergono nella Gerusalemme del 33 d.C. Vestiti da Gesù, Ponzio Pilato e i sacerdoti del tempio, vengono raccontati i passaggi salienti del processo.

Concluso il processo e spostandoci a Naro, in provincia di Agrigento, potremo assistere ad un racconto cittadino delle ultime ore di Cristo.

Il dolore e la passione si esauriscono la domenica durante la speciale processione dell’incontro, fra Gesù e Maria e con gli apostoli. Questi ultimi sono rappresentati da pupazzi di carta pesta “Sampauluna”. Si tramanda che la processione dell’incontro sia legata al periodo spagnolo della Sicilia ed ai rapporti fra Spagna e Fiandre durante il regno dell’Imperatore Carlo V.

Il sabato santo, invece, a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, si conclude la rievocazione degli ultimi giorni della vita di Cristo. Questa celebrazione, che inizia la domenica delle palme, è particolarmente evocativa e si celebra secondo il rito ortodosso, importato in Sicilia durante la dominazione bizantina e ancora seguito.

Chiudiamo questo breve excursus con la più intima tradizione dei sepolcri, che si celebra il giovedi santo.

Al termine della messa pomeridiana le chiese vengono allestite con particolari altari che ricreano il sepolcro di Gesù, in cui vengono conservate le ostie per il successivo rito di comunione.

È oggi usanza visitare più sepolcri durante la notte del giovedi santo, in numero dispari, passando di chiesa in chiesa.