NOTO

Villa Romana del Tellaro 

La Villa Romana del Tellaro, datata IV secolo d.C., prende il nome dal vicino fiume omonimo, vicino al comune di Noto. Insieme alla Villa di Patti (Messina) e alla più nota Villa Romana del Casale, è un’importante testimonianza socio economica della Sicilia del periodo tardo antico.

Venne scoperta nel 1971, durante il saccheggio da parte di ladri di reperti, ignari del valore di ciò che stavano trafugando.

I resti dell’edificio si trovano oggi sotto una masseria del Settecento, che rende difficoltoso la lettura dell’edificio.

La villa, probabilmente abitata da una famiglia di latifondisti, era composta da una corte circondata da un peristilio di circa 20 metri, su cui si affacciavano gli ambienti dell’abitazione.

Tali ambienti sono ancora visibili a nord ed a sud, mentre la sovrastante masseria ha reso illeggibile la costruzione romana nei lati est ed ovest.

Mentre sul lato sud è ancora visibile solamente la fondazione delle antiche mura abitative, a nord si può ancora notare un ambiente absidato. Esso è caratterizzato da un tratto del portico prospiciente, pavimentato con mosaici policromi a motivi geometrici.

I mosaici

I mosaici rinvenuti nel sito sono compatibili con lo stile proprio dell’Africa pre consolare, lo stesso dei mosaici della Villa Romana del Casale, anche se le raffigurazioni appaiono dotate di maggiore profondità e cura artistica.

Sono soprattutto tre gli ambienti in cui si concentrano i mosaici più importanti, con motivi mitologici, di caccia o danza.

A causa dell’ incendio che devastò l’edificio, probabilmente a causa dell’avanzata dei Barbari alla fine del IV secolo d.C., non è possibile stabilire con certezza la destinazione d’uso degli ambienti.

I mosaici sono realizzati con tessere in pietra calcarea e cotto in colori naturali.

Ma è la perfezione stilistica a lasciare incantati: gli animali, i fiori, i volti raffigurati hanno dei colori talmente vividi da sembrare reali.

Di particolare interesse è il mosaico ubicato nella sala più orientale del lato nord del sito.

Esso raffigura la scena della pesatura di Ettore, raccontata nell’ Iliade. Il fulcro della scena è una bilancia su cui, sulla destra, è poggiato il corpo di Ettore e, sulla sinistra, l’oro per il suo riscatto.

Fra i presenti si distinguono Ulisse, Achille, Diomede e il re troiano Priamo, oltre ad abitanti della città incendiata.
Questo mosaico, come gli altri raffiguranti scene più consuete nelle raffigurazioni mosaicali – come la caccia e le scene di danza – sono oggi visibili dopo un attento e delicato lavoro di restauro.

Le particolari condizioni delle tessere, rovinate prima dall’incendio di epoca antica, poi dalla costruzione della masseria ed infine dal suo abbandono, hanno obbligato i restauratori a smontare i mosaici dal sito e provvedere al loro restauro in laboratorio.

Dopo una breve esposizione dei mosaici nella chiesa di San Domenico a Noto, si è attualmente in attesa del trasferimento definitivo e del completamento della musealizzazione del sito.