CATANIA

Via Crociferi 

Via Crociferi era conosciuta col nome di via Sacra per l’elevata concentrazione di edifici sacri pagani, oggi è uno dei simboli del barocco siciliano.

La via è un susseguirsi di chiese, quasi sempre connesse a monasteri di ordini differenti, ricostruite dopo il terremoto del 1693 in stile barocco di Val di Noto, patrimonio UNESCO dal 2003.

Secondo la tradizione, il nome della via deriverebbe dalla presenza della chiesa di San Camillo dei padri Crociferi in fondo alla strada.

Arrivando da piazza San Francesco d’Assisi, la via è inaugurata dall’ arco del monastero di San Benedetto, convento di clausura ancora attivo.

L’arco venne realizzato nel 1704, per unire quelle che oggi sono la badia grande e piccola del monastero ma che al tempo appartenevano a due ordini diversi: San Benedetto e Santa Maddalena.

Proprio sotto l’arco è ambientata una delle leggende più note di Catania, quella del cavallo senza testa.

Si tratta di una voce fatta circolare nel XVIII secolo dai notabili del posto, che erano soliti incontrarsi di notte per le proprie tresche clandestine e che non volevano che il popolo li spiasse.

Proseguendo sulla sinistra si trova la splendida facciata barocca della chiesa di San Benedetto, il cui interno è stato affrescato dal messinese Tuccari fra il 1726 ed il 1729. Seguente è la chiesa di San

Francesco Borgia, un tempo di proprietà dell’ordine gesuita oggi del Comune.

L’accesso è da uno scalone a doppia rampa che immette alla navata principale della chiesa, oggi museo.

Collegato è l’ex Collegio dei Gesuiti, già sede dell’Istituto d’arte, ora in restauro per consentirne nuovamente la fruizione.

L’edificio era fra i più belli dell’ordine gesuitico in Sicilia, grazie all’intervento, durante la ricostruzione, delle migliori maestranze del tempo quali Battaglia o Di Benedetto. Meritevole di mensione il chiostro con portici colonnati.
L’ultima chiesa del tratto stradale è dedicata a San Giuliano ed un tempo legata all’omonimo monastero di clausura.

Il disegno della chiesa è attribuito all’architetto Vaccarini e si caratterizza per la facciata convessa e le linee semplici, che ricordano il barocco romano, nel quale l’architetto si era formato.

L’interno è a croce greca con pianta ad ottagono allungato.

Chiude la via, oltre l’incrocio, la chiesa di San Camillo ai Crociferi, caratterizzata dall’ampia scalinata di ingresso.

L’interno è ovale a navata unica, alle pareti sono presenti cinque nicchie con altari in marmo di epoca seguente alla costruzione della chiesa.