TINDARI

Tindari 

La fondazione di Tindari risale al 396 a.C. da parte del tiranno di Siracusa.

In epoca greca visse un periodo florido seguito, però, da un altro problematico quando la colonia assistette a battaglie navali fra Cartaginesi e Romani. Questi ultimi vi si insediarono nel 254 a.C..

Successivamente Arabi, Bizantini e Normanni si susseguirono in questo luogo, noto anche dal punto di vista religioso per la presenza della “Madonna Nera” nel Santuario, statua creata dal legno di cedro e che miracolosamente arrivò sulla spiaggia sottostante.

Alla fine del XVIII secolo si fecero i primi scavi archeologici di Tindari, che proseguirono dopo la seconda guerra mondiale.

Secondo gli archeologi Luigi Bernabò Brea e Madeleine CavalierTyndaris aveva un assetto urbanistico regolare come tutte le città greche, ossia le strade principali venivano intersecate da strade secondarie, la zona sacra ospitava il proprio tempio e la necropoli si trovava a Sud-Est, al di fuori della doppia cinta muraria che proteggeva la città.

La zona archeologica consiste in diverse parti:

le insulae con sei botteghe;

tre retrobotteghe;

due case romane con peristilio;

le terme di una villa privata di epoca romana completa di apodydetiumtepidariumcalidariumfrigidarium decorati da pavimenti musivi;

l’edificio arcato nominato “Basilica”, ma che è un propileo monumentale legato all’agorà.

Il teatro

Percorrendo il cosiddetto decumano, la strada principale, si raggiunge il teatro rivolto verso il mar Tirreno e le isole Eolie. Nei mesi estivi si assiste ancora ad interessanti performances rivivendo tragedie e commedie greche.

Costruito dai Greci nel IV secolo a.C., fu successivamente modificato dai Romani per adattarlo ad arena.

La cavea, ossia il luogo dove siedono gli spettatori, comprende 11 settori da 10 scalette, un tempo accoglieva un tempo 3000 spettatori.

In epoca romana l’arena fu circondata da un alto parapetto per proteggere il pubblico dai giochi dei gladiatori. La particolarità di questo teatro è la scena.

All’interno dell’Antiquarium, oltre alla statuaria ed alla ceramica ritrovate durante gli scavi, i visitatori possono ammirare un modello che ricostruisce esattamente l’edificio scenico, di cui ne resta solo una parte.