SCICLI

Scicli

Il centro storico di Scicli, ricostruito dopo il terremoto del 1693 fa parte del circuito UNESCO del barocco di Val di Noto.

I suoi numerosi palazzi e gli edifici sacri costruiti con la tipica pietra dorata della zona, hanno portato lo scrittore del primo Novecento Elio Vittorini a definire Scicli il posto più bello del mondo.

Grazie alla presenza di grotte carsiche, già in epoca preistorica si registra la presenza umana, come testimoniano i reperti rinvenuti nella Grotta Maggiore.

Ad ulteriore testimonianza delle sue antiche origini è anche il nome del paese, che deriverebbe dal termine Siclis, che indica l’antico popolo dei Siculi, chiamati dagli antichi egizi Sheklesh.

Il periodo di massima fioritura dei commerci fu durante la dominazione araba, tanto da essere citata per i suoi commerci dal noto storico arabo Edrisi.

Città demaniale in epoca normanna e sveva, diventa parte della Contea di Modica in epoca angioina ed aragonese, perdendo parte del suo slancio economico.

Il successo del commissario Montalbano

Scicli oggi è uno dei centri culturali e turistici più noti della Sicilia sud – orientale, grazie anche al successo riscosso dalla serie tv Il Commissario Montalbano (Inspector Montalbano).

La serie televisiva ha fatto del paese ragusano location privilegiata delle riprese della fortunata trasmissione tratta dai romanzi del siciliano Andrea Camilleri.

Ma è il barocco il vero protagonista di Scicli. Meritevole di mensione e considerato il più bel palazzo barocco di Sicilia, è Palazzo Beneventano.

Situato alle pendici del colle San Matteo, fra la vecchia cittadella fortificata e la città settecentesca, l’edificio mostra diversi aspetti del barocco siciliano, fra cui le decorazioni degli esterni.

I balconi, realizzati in ferro battuto, sono sorretti da elementi architettonici raffiguranti mascheroni e animali fantastici.

Le teste di moro attorno allo stemma del casato richiamano invece la storia araba della città.

Altro bell’edificio barocco è il Palazzo Fava, caratterizzato dal bel balcone prospicente via San Bartolomeo, adornato da grifoni, teste di more e figure fantastiche a cavallo di puttini alati.

In stile liberty, invece, l’altrettanto interessante Palazzo Spadaro.

Sulla stessa via, la chiesa dedicata al santo rappresenta nella struttura esterna il passaggio dal tardo barocco al neoclassico.

All’interno, in un reliquiario del 1862, si trova una statua di Gesù Bambino nudo chiamata in siciliano cicidda d’oro che viene portata in processione la mattina di Natale.

Da non perdere, infine, la visita della grotta delle cento scale, grotta carsica usata nel medioevo come camminamento segreto.

Esso era usato per l’approvviggionamento d’acqua e che oggi ospita i presepi nel periodo natalizio.

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