RAGUSA

Santa Maria dell’Itria

La chiesa di Santa Maria dell’Itria venne fondata nel XIV secolo nel quartiere ebraico detto “Cartellone”.

Come appare evidente dalla presenza delle croci ottagonali nel portone, nella cantoria dell’organo e nell’altare maggiore, fu voluta dai Cavalieri di Malta della Commenda di Modica e Randazzo, fondata dalla famiglia Chiaramonte conti di Modica.

Inizialmente, la chiesa era dedicata al Santo Vescovo Giuliano l’Ospedaliere, per il ruolo che ricoprì nell’ospitare (hospitium) i viandanti e gli ammalati, ma ben presto venne consacrata alla Madonna dell’Itria per la grande devozione in zona.

Il terremoto del 1693 non distrusse particolarmente la chiesa ma, nonostante ciò, fu soggetta a trasformazioni ed ampliamenti  nel fervore della ricostruzione.

La Chiesa

La  facciata, a due ordini con un cornicione a separazione, venne completata intorno al 1740 in stile classicista.

Nella parte inferiore sono presenti  tre portali, caratterizzati da cornici sporgenti con decorazioni in pietra calcarea e motivi floreali.

Il portone centrale, inoltre, è sovrastato da un finestrone.

La facciata è affiancata da una torre campanaria  con balaustra e sormontata da un tamburo ottagonale con cupola costolata.

La cupola è caratterizzata da una copertura in terracotta policroma, datata 1754, con raffigurazioni, in stile rococò, di vasi di fiori.

All’interno, la chiesa è a pianta basilicale a tre navate suddivise da due file di colonne in pietra calcarea con capitelli corinzi con decori a foglie di mandorlo.

I capitelli reggono 8 archi a tutto sesto.

Sul presbiterio, un’incisione sull’arco trionfale ricorda la data del 1739, quando si conclusero i lavori.

Particolari i cinque altari  delle navate laterali, ricchi in sculture ed intagli, realizzati fra il 1741 ed il 1758.

I più antichi altari sono quelli dedicati a San Giuliano ed al Crocifisso, decorati con colonne tortili caratterizzate da sculture che ricordano ghirlande di fiori e frutti.

Più eleganti gli altari del 1758, dedicati a San Biagio ed alla Sacra Famiglia, in stile rococò.

L’altare del presbiterio è il più grande, sovrastato da una tela raffigurante la Madonna dell’Itria.

Sulla destra, la cappella dell’addolorata, datata XIX secolo, venne realizzata sull’area della preesistente chiesa come dimostrano le cornici intagliate che decorano la porta d’ingresso ed un pilastro esagonale murato nella parete della vicina sagrestia.

Infine, sul pavimento si distinguono tre  lastre tombali  in pietra pece, simboleggianti le sepolture del popolo, del clero e della potente famiglia Cosentini, che godeva dello  jus patronato sull’altare.

Avere il patronato sull’altare, significava avere il diritto di scelta del sacerdote della chiesa e provvedere al suo sostentamento.