SAN MARCO D’ALUNZIO

San Marco D’alunzio

Il borgo appartenente alla provincia di Messina e posizionato dentro il parco dei Nebrodi ha una storia più che millenaria.

Venne fondato intorno al IV secolo a.c. subendo diverse dominazioni.

Fu un centro di notevole importanza durante il periodo ellenistico.

In questo periodo la città prende il nome di Alòntion, batte moneta, è cinta da mura e si arricchisce di templi tra cui quello di Ercole, in seguito trasformato in chiesa cristiana.

Durante le guerre puniche fu conquistata dai romani che la chiamarono Aluntium.

Durante la dominazione romana la cittadina conobbe uno sviluppo artistico ed economico di cui esiste ancora testimonianza nei monumenti archeologici e in una vasta letteratura epigrafica.

Con la caduta dell’impero romano e la venuta dei bizantini, il nome viene nuovamente cambiato in Demenna. Si passò agli arabi che riuscirono a conquistarla dopo diversi attacchi migliorando l’agricoltura ei commerci e successivamente ai normanni.

Infatti nel 1061 roberto guiscardo conquistò il territorio chiamandolo San Marco.

In questo periodo si costruì il castello che diventa la residenza degli Altavilla.

Nel frattempo nella città convivono insieme diverse comunità, quella ebraica, quella greca e quella latina.

Il feudo viene ceduto successivamente a diversi nobili fra cui la famiglia Filingeri ed i Lanza.

Proprio per le sue peculiari caratteristiche di aver attraversato diverse dominazioni all’interno del borgo si trovano svariati resti del passaggio.

Il sito

Le rovine del tempio greco di Ercole, i ruderi di un castello normanno, le chiese monumentali testimoniano l’incontro di culture differenti che ha contribuito a plasmare l’identità del borgo, così come altre grandi e piccole città siciliane.

Il Museo delle Arti Bizantine e Normanne, sorto nel 1997, è un buon punto di partenza per scoprire le tracce di civiltà passate.

Il Museo, istituito nel 1997, si trova presso l’ex Monastero cinquecentesco delle Benedettine, costruito nel 1545 su una chiesa bizantino-normanna e attivo fino al 1866.

Al suo interno, divisi nelle sezioni archeologica, bizantino-normanna e medievale, sono custoditi affreschi e capitelli bizantini, un altare sacrificale dedicato ad Augusto, circa 200 monete romane in oro e argento, una collezione di messali di rito greco-ortodosso, fibule (spille) metalliche, anfore, anforette ed altri utensili quotidiani in terracotta di epoca bizantina.

Di particolare interesse è la sezione bizantino-normanna presso l’ex chiesetta dei Quattro Santi Dottori della chiesa d’Oriente per via dei pregevolissimi affreschi che raffigurano San Giovanni Crisostomo, San Gregorio, San Basilio Magno e San Atanasio.