TRAPANI

Parco archeologico di Segesta

Il Parco archeologico di Segesta è una delle testimonianze più interessanti della civiltà elima in Sicilia.

Gli Elimi, secondo la leggenda, erano profughi in fuga da Troia guidati da Enea che, sbarcati in Sicilia, nel IX sec. a.C. fondarono una città di nome Aegesta.

Secondo il mito, invece, la città di Segesta fu fondata da Aceste figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso.

Le principali emergenze artistiche dell’area archeologica sono un tempio e un teatro greco, benché Segesta non fu mai abitata da popolazioni elleniche.

Gli Elimi furono un popolo estremamente raffinato e per questo soggetto agli influssi dominanti della cultura greca siceliota, ma non in posizione subalterna.

Mantennero rapporti con le civiltà limitrofe, ma cercando di avere sempre autonomia, che li portò a contrastare con i Greci, ad allearsi con i Cartaginesi e, successivamente, con Roma.

Segesta ben presto divenne una potente città ed ebbe rapporti quasi sempre conflittuali con Selinunte, forse anche per le rispettive posizioni geografiche in competizione.

Fu per questa sua posizione politico-militare che ebbe rapporti quasi sempre amichevoli con i Cartaginesi.

Intuendo però l’importanza della nascente potenza romana, passò nel 260 a.C. dalla parte dei Romani.

Fu grazie a questa mossa politica, ed in nome delle comuni origini troiane, che i Romani la esentarono dal pagamento di tributi e le diedero, inoltre, una certa autonomia politica e di controllo territoriale denominandola Diceopoli, città giusta.

Il Tempio

Il tempio, costruito intorno al 430-420 a.C. in un’area extra urbana della città, è uno dei monumenti più significativi della zona archeologica.

E’ di stile dorico ma la sua struttura è diversa da quella di un tempio greco canonico in quanto privo di cella interna, di tetto e di scanalature alle colonne.

Ne è conseguito un acceso dibattito tra gli studiosi, divisi tra chi sostiene che si tratti di un tempio greco non finito e chi invece crede sia un recinto sacro destinato ad un culto non greco.

Non subì mai alcuna distruzione grave e resta uno dei rari templi dorici che non sono mai crollati.

Il teatro

Il teatro, situato in cima all’acropoli in una suggestiva posizione panoramica, secondo alcuni studiosi è della metà del IV sec a.C., mentre per altri della seconda metà del II sec. a.C..

Si tratta di un modello architettonico teatrale di passaggio dal tipo greco a quello romano. La cavea, infatti, è in parte scavata nella roccia, in parte costruita con un muro di contenimento.

Doveva avere una monumentale scenografia divisa a più piani con ai lati dei parasceni obliqui dal forte effetto prospettico, tipici del periodo romano.

Si utilizza ancora per rappresentazioni teatrali.

Nell’acropoli sono facilmente riscontrabili l’agorà, scandita dalla stoà, e costruzioni risalenti all’ epoca medievale. Fra cui come parte delle mura di cinta, il castello medievale annesso al teatro, due chiese di epoca normanna e una moschea.