SIRACUSA

Parco archeologico della Neapolis 

Nel Parco archeologico della Neapolis è racchiusa la storia greca della città di Siracusa e del suo ultimo e più importante tiranno: Ierone II.

L’area archeologica comprende diverse zone di interesse: il teatro greco, le latomie, l’ara di Ierone e l’anfiteatro romano, unica traccia del passato romano siracusano, datato probabilmente III/IV sec. d.C..

Ancora oggi adibito a rappresentazioni classiche nei mesi di maggio, giugno e luglio, il teatro greco si Siracusa è fra i gioielli dell’archeologia siciliana.

Probabilmente opera dell’architetto Damòkopos, esso vanta origini antichissime, tanto che si dice che già nel 476 a.C. qui Eschilo mise in scena le sue Etnee.

Come in uso in epoca greca, la cavea è scavata direttamente nella roccia del colle Temenite e costa di 67 ordini di gradini.

I settori sono otto, divisi orizzontalmente da un corridoio detto diazoòma.

Nella parte a monte del corridoio sono rintracciabili delle iscrizioni in greco che riportano, i nomi dei più importanti tiranni siracusani e le rispettive mogli: Gelone II, Nereide, Filistide e Ierone II.

Nel quinto cuneo dovrebbe essere inciso il nome di Zeus Olimpo e a seguire quello di Ercole.

Nella parte superiore della cavea si trova un portico ad L, alle cui estremità dovevano esserci dei templi dedicati – secondo Cicerone – a Cerere e Libera.

Al centro della parete rocciosa si trova una grotta artificiale al cui esterno si trovavano 4 nicchie, di dimensioni differenti, che si pensa contenessero statue e successivamente sepolture.

Secondo gli studiosi, in quest’area doveva trovarsi anche il Mouseion, sede ufficiale della corporazione degli attori. Ciò dovuto al rinvenimento di alcune iscrizioni onorarie e di tre statuette in marmo raffiguranti figure femminili identificate con le Muse.

Latomie ed orecchio di Dioniso

Ad est del teatro si apre l’area delle Latomie, in passato cave per l’estrazione della pietra ed oggi giardini.

Esse erano quasi una cintura intorno alla città.

Qui si trova, a Nord Ovest della Latomia del Paradiso, l’orecchio di Dionisio, grotta scavata con andamento S, alta circa 23 m e larga dai 5 agli 11 m.

Deve il suo nome al pittore Caravaggio ed alla diceria che qui il tiranno Dioniso incarcerasse i prigionieri, grazie all’ acutistica che consentiva dall’ esterno di ascoltare i suoni dell’interno.

Infine, l’Ara di Ierone II, dedicata a Zeus, era probabilmente il più grande altare dell’antichità.