CATANIA

Palazzo Biscari

Palazzo Biscari è uno dei migliori esempi del barocco catanese, fra i più bei palazzi nobiliari della città con le sue settecento stanze.

Si trova in ottimo stato di conservazione grazie ai restauri voluti dalla famiglia e autofinanziati con le attività del palazzo.

La famiglia dei Paternò Castello principi di Biscari, vive ancora qui, ma il palazzo apre al pubblico per eventi e visite guidate che seguono personalmente.

Pubblici sono il cortile, alcuni saloni, la galleria e la terrazza panoramica sul porto.

Il palazzo fu edificato nel 1702 addossato alle antiche mura cinquecentesche della città, come appare chiaramente osservando la facciata su via Dusmet.

I lavori furono commissionati da Vincenzo Paternò Castello e completati da Ignazio, fra i membri più illustri del casato.

L’obiettivo era di realizzare un palazzo che desse prestigio all’ intera città ed alla famiglia.

Il progetto ampliava il piccolo edificio ad un piano già esistente, di cui faceva parte anche la sala del museo.

Essa esponeva diversi reperti archeologici di proprietà del principe, citati da Goethe nel suo Viaggio in Italia e tappa obbligatoria del circuito del Gran Tour.

Attualmente la collezione è al Castello Ursino.

La struttura

La sezione superiore della facciata, corrispondente alla terrazza panoramica, presenta altorilievi rappresentanti abbondanza, prosperità, fertilità e saggezza.

Il palazzo ruota attorno al cortile maggiore, dal quale si accede alla sala della quadreria il cui pavimento è in maioliche policrome ed a quella dei ritratti di famiglia.

Il cuore del palazzo presenta i saloni, il più spettacolare dei quali è il Salone delle Feste, a pianta ottagonale in stile rococò e lunga circa 20 metri.

Qui l’architetto Battaglia realizzò un trionfo di stucchi e decori che, su tre livelli, raffigurano i membri della famiglia, gli dei minori e la cupola della Loggia della Musica.

Questa è una mirabile opera di Sebastiano Lo Monaco, realizzata nella volta del soffitto in corrispondenza della scalinata ellittica in stucco bianco.

Raffigura un consiglio di Dei celebranti il trionfo dei principi.

Questo luogo è pienamente parte della storia della città moderna e contemporanea, come racconta un episodio della II guerra mondiale.

Durante l‘occupazione alleata in Sicilia, l’esercito inglese occupò il palazzo in quanto punto strategico di difesa con l’ordine di abbattere il secondo livello dell’edificio.

La bellezza delle sale, però, incantò talmente gli ufficiali, che decisero di disobbedire all’ ordine e usare i saloni come campi da tennis, di cui ancora oggi la vernice bianca è ricordo.