CATANIA

Monastero dei Benedettini

Il Monastero dei Benedettini è il secondo monastero benedettino più grande d’Europa, dopo quello di Mafra in Portogallo. Oggi è la sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.
Ampliato e ricostruito dopo il terremoto del 1693, rientra nel circuito barocco patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Fondato dai cistercensi nel 1558, era a pianta quadrata e con un solo chiostro, detto dei Marmi, oggi chiostro di Ponente. La prima grande trasformazione risale al 1669, in seguito all’eruzione vulcanica che arriva a lambire le mura della zona occidentale della città, arrivando fino all’ ampio giardino dei benedettini.

Oggi, resti del fronte lavico sono visibili dall’ingresso su via Biblioteca.

A questa catastrofe, che distrugge totalmente anche la vicina Chiesa di San Nicolò La Rena, segue il grande terremoto che lascia del monastero solo il primo piano ed il piano interrato mentre del chiostro restano in piedi 14 colonne.

La ricostruzione

La ricostruzione seguente segna una profonda trasformazione per il monastero.  Sarà ampliato con l’edificazione del chiostro di Levante, un caffeaos eclettico e zone comunitarie come cucina, biblioteca, noviziato ed il coro di notte.

Il banco lavico verrà adibito a giardino pensile.

Questa fase architettonica è seguita dai maggiori architetti dell’epoca, da Ittar a Battaglia a Vaccarini.  A quest’ultimo sarà affidata la realizzazione del refettorio, della cucina ed il progetto della biblioteca oggi Biblioteca Ursino Recupero.

Sconsacrato dopo l’unità d’Italia, è trasformato in caserma e scuola, per essere oggetto di un attento restauro diretto dall’Arch. De Carlo alla fine degli anni ’70. Da questo momento il monastero è acquisito dall’ Università per farne una sua sede.

I lavori di restauro hanno lo scopo di rendere l’edificio adatto alla nuova destinazione d’uso, valorizzandone le evidente storiche presenti all’ interno senza andare in conflitto con il nuovo uso pubblico. Diverso il destino dell’attigua chiesa di San Nicolò, mai completata.

La facciata è caratterizzata dalle otto enormi colonne tronche suddivise su tre comparti, a richiamare le tre navate interne, lunghe 105 metri.

La costruzione venne interrotta nel 1796, inizialmente per screzi fra monaci e fornitori, successivamente per la soppressione della vicina comunità monastica e la seguente sconsacrazione della chiesa, dopo la seconda guerra mondiale.

All’ interno si segnalano la cupola realizzata da Ittar, e l’organo (1767) di Donato del Piave, composto da 2916 canne, 72 registri e 5 ordini di tastiere. Goethe cita l’organo durante il suo viaggio a Catania del 1787.

Dal 1989 La chiesa è riconsacrata e restituita all’ordine benedettino nel 1989.