TAORMINA

Il Teatro greco di Taormina

Il Teatro greco è il monumento più prezioso di Taormina.

La cittadina conserva i resti del suo passato glorioso sotto l’abitato moderno e grazie a diverse campagne di scavo si possono ammirare le tracce dell’antico assetto urbano con gli antichi edifici pubblici.

Secondo la storiografia, nel 403 a.C. Dionigi tiranno di Siracusa, dopo aver distrutto Naxos, concesse il territorio ai Siculi,  popolazioni indigene dell’entroterra.

Essi occuparono il Monte Tauro fondando una città cinta di mura chiamata anticamente Tauromenion, che significa “permanenza sul monte”.
La fondazione ufficiale di Taormina risale, però, al 359 a.C. Andromaco, padre dello storico Timeo, raccolse i cittadini di Naxos superstiti ed edificò la nuova città sul Monte Tauro, luogo ideale per la sua posizione strategica.

Esso occupa una posizione dominante ed allo stesso tempo magnifica per il panorama sulla baia di Naxos e sul Monte Etna.

Dopo quello di Siracusa, il teatro di Taormina è il più grande della penisola italiana, infatti con i suoi 109 metri di diametro della cavea poteva accogliere circa 5000 spettatori.

Il teatro

L’impianto originario risale al III sec. a.C. sotto Ierone II di Siracusa, quando la città visse un periodo di prosperità.

Di questo teatro ci rimangono dalla cavea i sedili con iscrizioni greche ed i resti di un tempietto ellenistico sulla spianata alta.

Ma quello che i visitatori possono vedere oggi è il risultato dei cambiamenti effettuati in epoca romana nel III secolo d.C. sotto Traiano o Adriano.

Il teatro fu trasformato tra il II e III secolo d.C. in un’arena con la costruzione di un corridoio chiuso da un parapetto rialzato e dall’ ambiente sotterraneo, adibito a ricovero di attrezzature e gabbie per gli animali, abolendo gli ultimi cinque gradini della cavea.

Inoltre venne arricchito da due portici superiori.
La pianta del teatro consiste in un edificio scenico fiancheggiato da due ampie sale di accesso all’orchestra.

La scena con pulpitum allineato conserva nel prospetto, un tempo decorato da statue e da una varietà di marmi, le due aperture laterali, mentre è crollata quella centrale.
L’attuale ricostruzione della scena è dovuta ad un restauro ottocentesco. La cavea, ossia il luogo dove sedevano gli spettatori per assistere agli spettacoli, è divisa in 9 settori da 8 scalette.

Un doppio portico in laterizio con colonne di granito e copertura a volta sormonta la cavea. Dal giardino, che circonda la parte alta del teatro, diversi punti panoramici permettono di ammirare la costa dalla Calabria a Catania.