SAVOCA

 Savoca 

Adagiata su una doppia collina, la cittadina di Savoca ci dà ancora oggi il sapore della Sicilia antica.

I suoi vicoli, le chiese, i suoi monumenti e le sue tradizioni ci riportano indietro nel tempo, facendoci assaporare il fascino della vita d’un tempo.

A 300 metri sul livello del mare, funge da balcone sullo Stretto di Messina e la costa ionica da un lato e sui Monti Peloritani e l’Etna dall’altro lato, offrendo al visitatore dei panorami mozzafiato.

L’antica Pentefur, ricca di storia e tradizioni, offre numerosi spunti di visita: sulla cima più alta della collina svettano le rovine del castello. Esso fu costruito  dagli Arabi e poi modificato dai Normanni, che lo trasformarono da fortezza a residenza per l’Archimandrita.

Ai piedi del castello si trova la quattrocentesca chiesa di San Michele, sul cui prospetto spiccano due portali in stile gotico-catalano con archi in pietra arenaria. Essa era probabilmente la chiesa del Castello.

La chiesa madre dedicata alla Madonna dell’Assunta risale al 1400, anche se fu verosimilmente costruita sulle rovine di una chiesa medievale. Essa ebbe un importante ruolo in età bizantina, vista la presenza di due bellissimi affreschi risalenti a quell’epoca.

Poco più avanti troviamo la chiesa di San Nicolò o Santa Lucia, costruita nel ‘500 a strapiombo sulla valle per avere, anche, una valenza difensiva per la città.

L’interno, più volte rimaneggiato, custodisce opere d’arte antiche e moderne.

Il Padrino

La chiesa è oggi famosa per aver fatto da sfondo alla celebrazione delle nozze tra Apollonia e Michael Corleone nel film Il Padrino di Francis F. Coppola.

E proprio questo famoso film rese celebre anche il Bar Vitelli, luogo di pellegrinaggio per gli appassionati del genere.

Un bar, famoso per la sua granita al limone, ma anche un piccolo museo che raccoglie utensili legati alla tradizione contadina di Savoca ed inoltre, ovviamente, foto ed oggetti che ci raccontano della presenza di attori e scenografi in questa piccola cittadina siciliana agli inizi degli anni ’70.

Savoca propone anche un’altra particolarità: la cripta del convento dei frati Cappuccini, che ospita al suo interno 32 corpi mummificati del ‘600 e ‘700 che indossano i vestiti dell’epoca.
Da non perdere assolutamente la tradizionale processione dedicata a Santa Lucia, la patrona della città.

Questa processione è una rappresentazione, secondo una versione locale, del martirio della Santa per le vie del paese. Essa riproduce alcune scene del martirio al quale fu sottoposta S. Lucia dal governatore romano Pascasio.

I personaggi principali della rappresentazione scenica sono:

  • S. Lucia, raffigurata da una bambina in candida veste portata a spalla da un uomo;
  • U Diavulazzu, di rosso vestito, che indossa una maschera lignea (fattura quattrocentesca di un pastore) e tenta la santa agitando una forcella;
  • i Giudei, ossia soldati romani nei costumi dell’epoca; due vacche addobbate con nastri e guidate da un bifolco in costume.