PALERMO

Chiesa del Gesù

La Chiesa del Gesù fu costruita ne 1564 ad opera dell’ architetto Giovanni Tristani e divenne una delle più ricche e sontuose della città nonché la casa gesuita più grande dopo quella di Roma.

La Compagnia di Gesù arrivò a Palermo nel 1549, per la creazione del Collegio di Istruzione voluto dal Vicerè De Vega.

Inizialmente, l’ordine ebbe sede prima presso la chiesa di Sant’Anna, poi in quella di Sant’Antonio Abate successivamente nella chiesa di Santa Maria della Grotta.

Per far posto all’ edificio vennero demolite cinque chiese, alcune ipogee, situate già dall’epoca medievale lungo il fiume Kemonia.

I lavori di costruzione si conclusero nel 1633 sotto la guida di Tommaso Blandino, ma videro l’alternarsi di vari architetti, perché nessuno soddisfaceva i desideri di grandiosità della Compagnia.

I lavori di abbellimento subirono invece diversi rallentamenti, in connessione con la presenza dell’ordine gesuitico in città.

La prima fase arriva fino al 1767, la seconda riprende nel 1805 e dura fino alla definitiva espulsione dei gesuiti dalla città in seguito all’avvento di Garibaldi.

La Chiesa

La facciata, sobria secondo i principi controriformisti, è stata realizzata nel 1600 da Natale Masuccio, direttore dei lavori in quel periodo.

Essa è ripartita in due ordini scanditi da lesene e tripartita in basso da membrature di pietra rossiccia.

Le statue sulle porte raffigurano S. Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, S. Maria della Grotta e S. Francesco Saverio.

La cupola barocca è rivestita di maioliche colorate nei toni del verde.

L’interno è un altissimo esempio del barocco fiorito palermitano: il trionfo dei marmi mischi e tramischi celebra la ricchezza dell’ordine gesuita e la vittoria del cattolicesimo sul protestantesimo. I lavori interni vennero conclusi solo alla metà dell’Ottocento.

Lo spazio è diviso in tre ampie navate su cui si aprono profonde cappelle laterali intercomunicanti.

Purtroppo, i bombardamenti del 1943 distrussero la cupola, la volta della navata centrale, del transetto e parte delle cappelle, tutte soggette a restauro mimetico, oggi visibile.

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