RANDAZZO

Randazzo 

Randazzo è un caratteristico borgo medievale incastonato fra i fiumi Simeto ed Alcantara, a 760 m. slm ma ad appena 15 km dai crateri sommitali dell’Etna.

Il suo territorio fa parte di tre aree protette: il Parco dell’Etna, il Parco fluviale dell’Alcantara ed il Parco dei Nebrodi.

La storia architettonica del borgo si riferisce alla presenza aragonese in Sicilia. La casata, regnante fra ‘200 e ‘300 rese il palazzo reale, di epoca normanna, propria dimora estiva.

Per questo motivo, il borgo fu fortificato e dotato di cinta muraria, in parte ancora visibile in prossimità della porta Aragonese.

Inoltre, gli Aragona spesso usarono la chiesa di San Nicolò, anch’essa di epoca normanno – sveva, come sede del Parlamento Regionale.

In virtù di questo particolare utilizzo della chiesa, fu previsto un ingresso d’onore dei nobili in città, coincidente con la via degli archi, esempio mirabile dell’architettura di epoca aragonese in Sicilia.

La via, abbastanza stretta e breve, presenta quattro archi in pietra lavica, in cui nel primo si trova una bifora ad arco acuto il cui solo scopo è rendere visibile il campanile della chiesa.

Nonostante la grande rilevanza storica, la cattedrale della città non è la chiesa di San Nicolò, ma la basilica di Santa Maria Assunta.

L’edificio è di epoca normanno – sveva come mostra la struttura muraria delle absidi, ma fu modificata in età moderna per adattarla ai diversi stili architettonici e decorativi.

Fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti che avvennero nell ’area durante il secondo conflitto bellico. Una bomba, nel 1943, colpì l’abside maggiore distruggendo la volta, l’organo ed il ballatoio.

Anche l’altare maggiore fu danneggiato e ricostruito e consacrato al termine della guerra.

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