SIRACUSA

  Le Catacombe di San Giovanni 

Le Catacombe di San Giovanni sono le più grandi per estensione dopo quelle di Roma e testimoniano l’importanza della comunità religiosa locale nei primi anni del cristianesimo.

Tre sono le catacombe più importanti: Santa Lucia, Vigna Cassa e San Giovanni.

Queste ultime sono un complesso funerario ubicato poco distante dall’ area della Neapolis ed adiacente alla chiesa omonima.

Le catacombe vennero abbandonate verso la fine del VI secd.C. e recuperate solo al termine del XX secolo dall’ archeologo locale Paolo Orsi.

L’area comprende un cimitero comunitario e cinque ipogei privati, databili dal III al V secolo d.C..

La struttura

Sulla base del modello topografico romano, si può suddividere la catacomba in tre aree: Santa Maria di Gesù, Maggiore e Marcia.

La struttura originaria venne realizzata dal IV secolo d.C., ed ampliava un vecchio acquedotto greco.

La pianta riprende la struttura dell’accampamento romano,  formata da una galleria centrale e varie gallerie secondarie orientate a nord e sud.

Le gallerie conducono ad alcune rotonde, paragonabili a delle cisterne.

Le rotonde

Fra queste la rotonda di Antiochia, di Adelphia, dei sarcofaghi e quella marina.

I loculi per i defunti erano situati nelle pareti delle gallerie e, accanto alle sepolture, si possono ancora vedere le pitture murali che raccontano la simbologia dei primi cristiani.

La prima cisterna verso sud è la rotonda Marina, detta così dalla nobildonna sepolta.

Accanto, una galleria conduce al sepolcro del vescovo Siracosio.

Qui, all’ esterno, si vede chiaramente un’incisione raffigurante un clipeo, cioè uno scudo romano, con un Cristogramma inciso all’ interno insieme alle lettere apocalittiche alfa e omega.

Più in basso si può notare anche la raffigurazione di due barche a forma di pesce, tipica simbologia paleocristiana.

La rotonda più grande è quella di Adelphia.

Gli scavi del 1872, condotti da Francesco Saverio Cavallari, hanno riportato alla luce un sarcofago in marmo scolpito con la raffigurazione di 62 personaggi biblici del vecchio e nuovo testamento.

Il reperto, oggi conservato al Museo Orsi di Siracusa, è di notevole importanza poiché vi è raffigurata una delle prime immagini del presepe.

Al centro della conchiglia, altro simbolo cristiano, si trovano i busti di Adelphia e del marito il proconsole Valerio.

A seguire troviamo la rotonda delle Vergini, i cui sarcofagi furono scavati direttamente nella roccia e che appartenne ad una delle prime comunità monastiche locali.

Opposto, il cubicolo di Eusebio, altamente scenografico. Qui si dice che fu conservato il corpo di Papa Eusebio prima della traslazione nella catacomba romana di San Callisto.

Da non perdere è la visita della sepoltura di Adeodata, probabilmente una vergine e martire siracusana.

Dall’ analisi degli intonaci che rivestono il sepolcro, si evince che il loculo venne adoperato due volte.

Lo strato più esterno raffigura un’immagine di Cristo con i Santi Pietro e Paolo che incoronano una vergine, mentre lo strato originario raffigurata un pavone blu.

Questo, nel IV secolo, era il simbolo della vita eterna.

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