PATERNO’

Castello di Paternò

Il castello di Paternò sorge su un’alta rupe di origine basaltica che sovrasta il paese.
Data la posizione panoramica, è possibile ammirare i diversi paesaggi che caraterizzano il territorio circostante, dalla piana di Catania al vulcano Etna.
Esso è il più grande dei tre castelli della valle del Simeto che, secondo la tradizione, vennero fatti edificare dal Gran Conte Ruggero I d’Altavilla per difendere la valle.
Tale tradizione sarebbe avvalorata anche dall’aspetto simile dei tre dongioni: massicci ed eretti su rupi basaltiche isolate dagli abitati.

Anche la tecnica costruttiva è la stessa: pietrame lavico irregolarmente rinserrato da cantonali in pietra da taglio.

Nonostante queste similitudine costruttive, il torrione di Paternò presenta una particolare bicromia, dovuta agli inserti della pietra calcarea in quella lavica, non presente nei dongioni di Adrano e Motta Sant’Anastasia.
Tre sono i livelli del castello, compreso il piano terra.

Al livello più basso, suddivisi da due muri che si intersecano a croce latina, troviamo cinque vani, fra cui un ampio salone, il vestibolo, la gendarmeria e la cappella dedicata a San Giovanni Battista.
Quest’ultimo ambiente è decorato con diverse pitture murali e decorazioni parzialmente visibili ma che lasciano intuire un legame decorativo con la Cappella Palatina di Palermo.
Al primo piano c’è il salone di rappresentanza, gli alloggi del castellano e le cucine. Da questo piano era possibile accedere alla prima torretta di guardia.

Alla seconda torretta si accedeva invece dall’ ultimo piano, dove troviamo anche le sale da letto dei sovrani che qui soggiornarono, come Federico II ed Eleonora d’Angiò, e la galleria.

Questa, detta La Loggia, si caratterizzava per la volta ogivale, ed era illuminata da due ampie bifore bicrome.

Nei piani più elevati, grazie alla posizione favorevole, il castello era adoperato come osservatorio astronomico.

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