CATANIA

 Basilica Maria Ss. dell’Elemosina (La Collegiata) 

La Basilica Maria Ss. dell’Elemosina è anche conosciuta come Basilica Collegiata per via del collegio canonico istituito qui da Papa Eugenio IV nel 1446.

La chiesa è oggi uno dei migliori esempi di barocco siciliano,  riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO.

La chiesa, fondata sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Proserpina, deve il suo nome alla presenza di una piccola chiesa di epoca bizantina dedicata alla Madonna dell’Elemosina.

Essa fu innalzata al rango di Regia Cappella nel XIV sec., durante il regno aragonese.
Distrutta dal terremoto del 1693, la chiesa venne riedificata completamente dall’ architetto Antonio Amato, che seguì il progetto del gesuita Angelo Italia.
La prima grande differenza rispetto all’ edificio precedente riguarda il prospetto, spostato dall’attuale via Manzoni alla più centrale via Etnea.
Di sicuro impatto è la facciata campanale, tipica in Sicilia, progettata da Ittar nel 1758 usando linee concave e convesse che danno movimento all’ insieme.
L’architetto realizzò una facciata su due due ordini.

Nel primo ordine sei colonne in pietra lavica sormontate da una balaustrata corniciano i tre ingressi, mentre il secondo è estremamente complesso.

Oltre alle quattro grandi statue raffiguranti i Santi Pietro, Paolo, Agata e Apollonia, al centro spicca una grande nicchia con catino a cassettoni, sormontato da un’aquila.

Ai lati si trovano  due angeli che tengono una tromba.

Sopra la nicchia si trova il grande scomparto con le campane.
L’interno è a pianta basilicale  a croce latina a tre navate, delimitate da 8 pilastri e 3 absidi.

La navata centrale è più allungata rispetto alle laterali per la presenza del coro dei canonici, la cui importanza è seconda solo al coro della Cattedrale.

L’ artista di Zafferana Sciuti affrescò la volta ed il transetto fra il 1896 ed il 1898.
La chiesa è, dal 1874, la sede del Circolo Cittadino Sant’Agata, che conserva l’omonima candelora.

Il Cardinale Dusmet la volle nel 1874  e chiude ogni anno la processione delle candelore durante il corteo di Sant’Agata.

La candelora si caratterizza per essere composta da quattro sezioni:

  • Base;
  • Scene del martirio;
  • I quattro santi più importanti per la città: AgataEuplio,il primo patrono, l’Immacolata, venerata in provincia fino al 1655;
  • 4 volte a forma di grifoni.

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