CATANIA

  Anfiteatro romano di Catania 

L’anfiteatro romano di Catania, di cui è visibile solo una piccola sezione nella parte occidentale della piazza Stesicoro è uno dei monumenti più significativi della città romana.

Dall’analisi della tecnica esso si attesta alla metà del II secolo d.C., in epoca imperiale.
Per edificarlo, probabilmente, venne distrutto un quartiere di abitazioni a nord della città.

Si tratta di un’opera cementizia, composta da paramenti in blocchi squadrati di pietra lavica e mattoni nelle arcate.
La sua dimensione lo rendeva l’anfiteatro più grande di Sicilia e fra i maggiori d’Italia con una capienza di 15.000 posti a sedere.

La capienza raddoppiava grazie all’uso delle impalcature di legno per aggiungere posti in piedi.
I suoi ruderi si estendono, in senso nord sud, dalla zona meridionale di via Penninello all’incrocio della stessa piazza con via Sant’ Euplio ed in senso est ovest dal vico Neve all’area sottostante la chiesa di San Biagio.
Qui è una parte di quel corridoio che separava l’anfiteatro dalla collina retrostante.

Nei primi anni del ‘900, scavi hanno riportato alla luce una porzione del settore nord della cavea, separata dall’ arena da un alto podio in marmo, liberando il corridoio interno dell’ordine inferiore, interamente percorribile.
Dopo l’età romana entrò in declino: usato come cava di blocchi per la costruzione di edifici sin dall’età bizantina, fu coperto dalle mura della città in epoca medievale.
Oggi dell’anfiteatro sopravvive solo la parte inferiore, interrata fino alla fine del XVIII secolo.

Come indicano alcune lastre ed i numerosi frammenti di colonne rinvenuti, in origine doveva essere abbellito da rivestimenti in marmo e da colonnati.
Probabilmente aveva un prospetto articolato in due ordini sovrapposti di arcate, coronato da un alto loggiato.

La cavea,invece,  era divisa in tre ordini di gradinate collegati da scale interne che si aprivano lungo i corridoi.

anfiteatro romano di Catania
anfiteatro romano di Catania

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