Il viaggio al tempo del Blog!

di Velia Ivaldi

Da quando ho aperto il mio blog mi sono resa conto di una cosa: i viaggiatori, tutti, blogger e non, amano raccontare i propri viaggi. Amano sviscerare ogni singola tappa, amano rievocare i cibi che hanno assaggiato, i colori e le atmosfere in cui si sono immersi e caricano di un’importanza speciale ogni minimo dettaglio del loro percorso. E, così facendo, riescono ad appassionare chiunque li stia ad ascoltare (o chiunque li legga).

Questo perché chi racconta un’esperienza di viaggio, che lo faccia a voce, su carta o battendo le dita su una tastiera, in qualche modo rivive la stessa esperienza una seconda volta.

E, in effetti, se ripenso un attimo ai perché che mi hanno spinto ad aprire un blog, il primo motivo che mi viene in mente è proprio questo. Chi scrive su un blog di viaggi non vorrebbe mai star fermo, non smetterebbe un attimo di prendere treni e aerei. Chi scrive di viaggi considera le proprie esplorazioni come gli episodi più significativi della propria vita, la cosa più in assoluto degna di nota e meritevole di essere raccontata. Considera il viaggio come l’arricchimento per eccellenza e il tempo passato in giro per il mondo come il modo più prezioso di impiegare le proprie giornate. E, per questo motivo, pur da fermo non può fare altro che continuare a viaggiare anche solo con la mente.

Oltre a ricordare, raccontare e rivivere, scrivere su un blog di viaggi significa anche condividere. Poter scambiare opinioni, itinerari, consigli con i lettori. E, sempre ripensando alla mia esperienza, la piccola community di viaggiatori-sognatori che si è creata intorno a Alla fine di un viaggio e ai suoi profili social è uno degli aspetti che più mi ha piacevolmente stupita. E riuscire a trasmettere loro quello che mi ha lasciato ogni posto che ho visto è una soddisfazione enorme, specie se riesco a farlo senza elencare i must imperdibili per ciascuna meta ma raccontando qualcosa di più intimo e personale.

Altra cosa fondamentale, per chi decide di scrivere qualcosa per un qualunque mezzo, dal blog al libro, dev’essere la passione per la scrittura. E, nel mio caso, questo è stato il secondo grande motivo che mi ha convinto a lanciarmi nel fantastico mondo di WordPress.

Se apri un blog di viaggi, o di un altro argomento, devi essere uno scribacchino nell’animo. Devi avere pazienza con le parole, impegnarti per dosarle e sceglierle con cura, devi avere il piacere di riuscire a trasmettere qualcosa a chi ti legge. Che non significa essere dei premi Nobel della letteratura, attenzione. Significa quanto meno trovare nella scrittura la propria zona di comfort, la propria dimensione. Significa amare profondamente sia il momento di raccoglimento e riorganizzazione delle idee che precede la scrittura e sia trarre piacere da come i pensieri si sono organizzati in parole sullo spazio del foglio bianco. Significa tenerci tanto. E questo, ahimè, molto spesso vuol dire rileggere i propri testi a distanza di tempo e trovarli quasi del tutto vuoti e insignificanti nonostante l’impegno messo nella composizione. Mai scoraggiarsi, però, mi raccomando.

A prescindere da tutto, scrivere e raccontare in un blog deve servire a noi, a farci stare bene. E, personalmente, scrivere su un blog di viaggi riesce a farti stare bene in un sacco di modi; specialmente perché ti consente di macinare chilometri su chilometri quando, dove e con chi vuoi, anche in quei periodi in cui di prendere aerei e prenotare ostelli proprio non se ne parla.

Velia Ivaldi: a 21 anni ho lasciato la Sicilia per iscrivermi in Semiotica a Bologna, città che amo da sempre. Subito dopo mi sono trasferita a Milano dove, per sette anni, mi sono occupata di ufficio stampa, eventi, social media e PR. Un anno fa ho mollato tutto per tornare a Bologna e intraprendere un nuovo percorso. Dalla mia passione per i viaggi e per la scrittura è nato il blog allafinediunviaggio.com, in cui trovano spazio le emozioni e i ricordi che ogni luogo mi ha lasciato.