10 TAPPE IMPERDIBILI IN SICILIA OCCIDENTALE

Poche settimane fa abbiamo cercato di riassumere in 10 tappe imperdibili la Sicilia orientale. Potevamo lasciarvi, quindi, senza le 10 mete imprescindibili per una vacanza in Sicilia occidentale?

Lo anticipiamo: non è stato facile selezionare solo 10 mete per chi si trova fra Palermo e Trapani, ma ci abbiamo provato, sicuramente tralasciando qualche perla della nostra bellissima isola. Ma per visitare tutta la Sicilia, si sa, non basterebbe una vita intera.

Iniziamo, allora, il nostro breve elenco delle 10 tappe imperdibili della Sicilia occidentale.

Se non siete già in Sicilia, è probabile che arriviate a Palermo,  e non è forse il capoluogo dell’arte arabo – normanna una prima tappa imperdibile per delle vacanze in Sicilia?

L’itinerario arabo normanno è stato dichiarato patrimonio UNESCO nel 2015, e comprende capolavori architettonici come la Chiesa di San Cataldo, la Martorana o la stessa cattedrale.

Qui, per gli appassionati di storia, sono imperdibili la tomba di Federico II e del padre Enrico VI  e, nella sacrestia, la corona di Costanza d’Altavilla.  E come non citare San Giovanni degli Eremiti? Questo antico monastero, a sua volta, si trova nei pressi dell’edificio forse più conosciuto dell’arte arabo normanna in Sicilia: il Palazzo dei Normanni. Oggi, è la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, ma un tempo era il Palazzo Reale, con annessa Cappella Palatina.

Cappella Palatina, Palermo.

Non si può che rimanere estasiati davanti al’oro scintillante ed ai mosaici bizantini, che trovano la massima espressione nel Cristo Pantocratore dell’abside.

Ma a proposito di queste raffigurazioni cristiane, come non considerare tappe del nostro viaggio le cattedrali di Cefalù e Monreale ed i loro chiostri? Famosa l’immagine del Cristo di Cefalù, che sembra quasi muovere lo sguardo al nostro cammino.

Se l’arte arabo – normanna la fa da padrona a Palermo, basta spostarsi nella provincia per restare estasiati dalle tracce del passato più recente della capitale del Regno di Sicilia. A Ficuzza, nel bosco omonimo, è possibile ancora oggi immergersi nell’atmosfera borbonica della Casina di Caccia di Ficuzza. Qui il re Ferdinando IV, era solito trascorrere delle ore di riposo fra il verde della zona.

Ma spostiamoci di qualche altro chilometro per andare ancora più indietro nel tempo e tornare al tempo dei Greci. Se, in Sicilia orientale, l’archeologia è vicinissima ai centri urbani – come a Catania o Siracusa – ad ovest i parchi archeologici sono immersi nel verde.

Segesta e Selinunte non potevano mancare nel nostro elenco non definitivo delle perle della Sicilia. Il parco di Selinunte è fra i più grandi del Mediterraneo mentre Segesta racconta dell’influenza greca nell’isola anche senza una reale colonizzazione della città.

Infatti, i Greci non vissero mai a Segesta!

Ma se si parla di parchi archeologici, una delle dieci tappe imperdibili per chi viene in Sicilia non può non essere la Valle dei Templi.

Tempio della Concordia, Valle dei Templi.

Come già per Piazza Armerina, ci troviamo al centro dell’isola – in questo caso a sud. La valle dei templi è forse l’area archeologica più famosa in Sicilia ed ogni anno attira milioni di visitatori da tutto il mondo.  E milioni di visitatori attira anche la vicina spiaggia della Scala dei Turchi, a Porto Empedocle. Quanto può essere difficile scegliere fra un tramonto al cospetto del Tempio di Zeus ed uno su questa bianca spiaggia?

Ma non solo Greci e Romani vissero in Sicilia. Che dire dei Cartaginesi?

Mozia

Poco distante da Marsala, l’isola di Mozia è un’affascinante testimonianza cartaginese in Sicilia. L’isola ha ancora le tracce dell’antica città e, scrutando bene sotto il pelo dell’acqua, si potrà vedere anche l’antica strada fenicia. La strada era pochi centimetri sotto il livello del mare, collegando l’isola alla terraferma.

Ma Mozia non è tappa solo per gli amanti del passato, ma una meta imperdibile per i più romantici.

Avete mai visto un tramonto più romantico di quello delle saline dello Stagnone?

Noi lo consigliamo assolutamente! Così come vi consigliamo una visita alla vicina Marsala. La città non è solo luogo dello sbarco di Garibaldi nel 1860, ma qui ha sede il Museo Archeologico Baglio Anselmi, in cui si conservano i resti di una nave punica!

Nave punica, Museo Baglio Anselmi.

Se non fosse chiaro, insomma, Marsala è un’altra delle nostre scelte per la visita della Sicilia occidentale, magari con una sosta a Mazara del Vallo. La patria del cous cous merita almeno un week end non solo in occasione del festival dedicato a questo tradizionale piatto siciliano, ma anche per le acque cristalline delle spiagge che la circondano e per una visita alla kasba. Il quartiere arabo di Mazara è il cuore della città vecchia, che disegna un fitto intreccio di viuzze che racconta il periodo arabo – normanno di questa terra.

E a proposito di borghi medievale, che ne pensate di Erice? Il paese fondato da Erix, figlio di Venere del dio Bute, deve l’aspetto attuale alla dominazione normanna.  Furono proprio i Normanni che costruirono il monumento più noto del posto: il Castello di Venere, sopra le rovine di un tempio dedicato alla dea. Ma Erice non è solo medioevo, qui si trova anche il Centro di Cultura Scientifica “E. Majorana”, voluto dallo scienziato Zichichi.

Per la prossima tappa della nostra esplorazione dell’isola, ci spingiamo ancor più nell’entroterra, nel Belice, fra Palermo, Agrigento e Trapani. Nel 1968, un terribile terremoto distrusse interi paesi, lasciandosi alle spalle macerie e devastazione. Il simbolo di ciò è Gibellina. Qui, il Cretto di Burri è un’installazione che ricorda il luogo in cui si trovava il paese, andato totalmente distrutto. Un paesaggio lunare che ricorda la forza distruttrice della natura.

Cretto di Burri, Gibellina.

A rendere vivace l’area ci pensa la Fondazione Orestiadi, un Istituto d’Arte che opera durante l’anno e che, in estate, organizza un interessante festival d’arte e teatro.

E chiudiamo il nostro breve itinerario della Sicilia occidentale con una tappa dedicata agli amanti del turismo lento e rilassato dei borghi. Fra le tante possibilità, abbiam scelto di restare nel Belice, più precisamente a Sambuca di Sicilia, nel circuito dei borghi d’Italia ed eletto borgo più bello d’Italia nel 2016.  Qui potrete trascorrere un pomeriggio di fine estate perdendovi fra i vicoli dell’antico suk – le cosiddette Sette Vanedde – per poi godere del paesaggio dal punto più alto del Castello di Zabut, oggi belvedere.

Concludiamo così questo piccolo itinerario della Sicilia occidentale. Ma potremmo scrivere ancora di Sciacca, delle isole Egadi, della antiche tonnare, di Salemi prima capitale d’Italia, Porto Empedocle ed il ricordo di Pirandello e Camilleri.

Insomma, da oriente od occidente, la Sicilia è sempre un viaggio senza fine!